Quali idee per una nuova produzione degli imballaggi in plastica, come riprogettarli o gestirli dopo l’utilizzo?

Nati al fine di contenere, identificare, conservare, proteggere, raggruppare e trasportare un bene dai luoghi di produzione a quelli di consumo, nel rispetto delle normative, gli imballaggi hanno una presenza trasversale nelle attività industriali o di consumo e devono rispondere ad un principio fondamentale: far sì che un prodotto arrivi intatto al suo consumatore finale.
Gli utenti finali si aspettano che gli imballaggi preservino e conservino al meglio il contenuto nel tempo, occupino il minor spazio possibile, siano facili da aprire e da usare e che sia facilmente comprensibile come comportarsi rispetto al loro fine vita.

Il rapporto tra contenitore e contenuto - e la capacità di progettare l’uno in modo strettamente connesso all’altro per garantire sicurezza e qualità dell’insieme - rappresentano uno degli elementi essenziali del design degli imballaggi e costituiscono il fulcro della sua innovazione.
Oltre a queste prestazioni, l’imballaggio ha portato anche ad una riflessione sul suo impatto dal punto di vista ambientale, dato il tempo limitato nel quale, spesso, conclude la sua prima vita utile.

La progettazione dell’imballaggio deve tenere conto dell’aumentata attenzione agli aspetti ambientali e tendere verso un punto di equilibro tra il minimo impatto ambientale e l’attenta valutazione delle caratteristiche e della tipologia di prodotto contenuto.
La riciclabilità è uno degli elementi da considerare in fase di progettazione del packaging se si vuole garantire la sua corretta gestione a fine vita.
In questo contesto l’innovazione dovrà giocare un ruolo importante e fornire soluzioni che rispondano a queste nuove esigenze durante tutto il ciclo di vita dell’imballaggio.

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